Blackout prolungato a Torino: condomìni al buio e indennizzi ARERA per le parti comuni

Migliaia di utenze senza corrente per il caldo record, ascensori fermi e servizi comuni in tilt: cosa fa l’amministratore e come funzionano gli indennizzi

Da lunedì 22 giugno 2026 un’ondata di calore eccezionale ha messo in crisi la rete elettrica di Torino: blackout diffusi da Mirafiori a Borgo Vittoria, dal Centro a San Donato, con interruzioni che in alcune zone hanno superato le 15 ore. Il gestore della rete ha schierato oltre 150 operatori e gruppi elettrogeni, mentre il Comune ha sollecitato un ripristino più rapido. Tra i disagi più gravi: interi condomìni al buio, ascensori fermi e persone bloccate.

Per il condominio il blackout non è solo un fastidio. Ferma ascensori e autoclavi, spegne luci e cancelli delle parti comuni e fa scattare — anche per l’utenza condominiale — il diritto agli indennizzi automatici previsti dall’Autorità. L’amministratore si trova così con un doppio compito: gestire l’emergenza e poi verificare i rimborsi.

Di chi è la responsabilità durante un blackout

Quando la corrente manca, la prima cosa da capire è dove nasce il guasto. Se l’interruzione riguarda la rete pubblica di distribuzione — come nei blackout torinesi legati al sovraccarico da caldo — la causa è esterna e il condominio non risponde dei danni: la gestione e i tempi di ripristino competono al distributore.

Diverso è il caso di un guasto interno all’impianto condominiale, ad esempio il quadro o l’interruttore generale dell’utenza comune. Un criterio pratico aiuta a distinguere: se anche gli edifici vicini sono al buio, il problema è della rete pubblica; se è spento solo il condominio, conviene controllare l’interruttore generale e l’impianto comune.

Cosa deve fare l’amministratore nell’emergenza

Durante un’interruzione prolungata la priorità è la sicurezza delle persone e dei servizi essenziali. Poche mosse, preparate in anticipo, fanno la differenza.

• Ascensori: se qualcuno resta bloccato, usare l’allarme di cabina e contattare subito il manutentore; in caso di pericolo, il 112. Verificare che il combinatore telefonico d’emergenza sia funzionante.

• Acqua: con l’autoclave ferma, i piani alti possono restare senz’acqua. Avvisare i condòmini e, se possibile, predisporre una scorta.

• Illuminazione e accessi: controllare le luci di sicurezza delle parti comuni e fornire le istruzioni per lo sblocco manuale di cancelli e portoni automatici.

• Persone fragili: prestare attenzione ad anziani, disabili e a chi dipende da apparecchi elettromedicali, segnalando i casi critici ai soccorsi.

Gli indennizzi automatici ARERA, anche per il condominio

Per i clienti in bassa tensione, quando l’interruzione supera lo standard fissato dall’Autorità scatta un indennizzo automatico. La soglia è di 8 ore nelle aree più concentrate, come le città, e di 12 ore nei piccoli comuni. Torino, grande città, rientra nella soglia delle 8 ore.

Per il cliente domestico con potenza fino a 6 kW l’importo base è di 34,50 €, aumentato di 17,25 € ogni 4 ore ulteriori, fino a una durata massima di 240 ore. Il precedente tetto di 300 € è stato superato: per le interruzioni più lunghe gli importi possono salire in modo significativo. Anche l’utenza delle parti comuni del condominio, avendo un proprio contratto di fornitura, ha diritto all’indennizzo sulla sua bolletta, con importi che variano in base alla tipologia di utenza.

Indennizzo per interruzione prolungata (cliente domestico in bassa tensione)

Voce Valore
Soglia oltre cui scatta (città come Torino) 8 ore
Soglia nei piccoli comuni (sotto 5.000 abitanti) 12 ore
Indennizzo base (cliente domestico BT fino a 6 kW) 34,50 €
Maggiorazione +17,25 € ogni 4 ore ulteriori
Durata massima indennizzabile 240 ore

Un chiarimento utile sulle cause: per le interruzioni prolungate l’indennizzo automatico è di norma riconosciuto al cliente a prescindere dall’origine del guasto. La forza maggiore e gli eventi eccezionali incidono semmai su chi ne sostiene l’onere — un apposito Fondo eventi eccezionali copre la parte relativa alle prime 72 ore — non sul diritto del cliente a vedersi accreditato l’importo.

Come si ottiene il rimborso

L’indennizzo è automatico: il distributore registra la durata dell’interruzione e la trasmette al venditore con cui l’utente ha il contratto, che inserisce la voce di credito in bolletta, di norma entro 60 giorni o alla prima fatturazione utile. Non serve presentare alcuna domanda.

Per il condominio, l’amministratore dovrebbe verificare che l’accredito compaia sulla bolletta delle parti comuni e, se non arriva entro un paio di cicli di fatturazione, inviare un reclamo scritto al venditore. Distinto dall’indennizzo è invece il risarcimento del danno ulteriore — ad esempio alimenti o farmaci deperiti, apparecchi danneggiati: questo va richiesto separatamente, documentando il danno, secondo le ordinarie regole del codice civile.

Domande frequenti

Il condominio può chiedere i danni per il blackout?

L’indennizzo automatico ARERA spetta sulla fornitura interessata e ristora il disagio. Il danno ulteriore va invece provato e richiesto a parte. Per un blackout della rete pubblica la responsabilità non è del condominio, ma del distributore.

Anche le parti comuni hanno diritto all’indennizzo?

Sì. L’utenza delle parti comuni è un cliente finale come gli altri: se l’interruzione supera la soglia, l’indennizzo è dovuto anche su quella fornitura, con importi variabili per tipologia di utenza.

Bisogna presentare domanda per ottenere l’indennizzo?

No. L’accredito è automatico in bolletta, di norma entro 60 giorni. Solo se non compare entro un paio di cicli di fatturazione conviene presentare un reclamo scritto al proprio venditore.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono un parere legale riferito al caso concreto. Per la valutazione di una situazione specifica è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato. TUTELA Condomini è una testata giornalistica registrata e indipendente.

Avv.Raffaele Marascio
Avv.Raffaele Marascio
“Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile”.

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