Catenaccio: Due roghi ravvicinati nello stesso stabile e una persona denunciata: ecco cosa deve fare l’amministratore e cosa rischia chi appicca il fuoco
Tra l’inizio di giugno e sabato 13 giugno 2026 due incendi distinti hanno colpito lo stesso condominio di via Trento, a Mezzolombardo, in Trentino. Il primo rogo è partito dalle aree comuni esterne; il secondo, più grave, dall’interno di un appartamento, con il fumo propagato in più punti dell’edificio. Nessun residente è rimasto ferito. I rilievi tecnici hanno fatto emergere l’ipotesi del dolo e hanno portato alla denuncia di una persona.
Per l’amministratore un incendio doloso non è solo un’emergenza tecnica. Apre obblighi immediati di messa in sicurezza, una procedura assicurativa e possibili azioni verso il responsabile. Codice civile e codice penale definiscono ruoli e conseguenze.
In sintesi
• Subito dopo il sinistro l’amministratore compie gli atti conservativi delle parti comuni (art. 1130 c.c.) e dà seguito alle ordinanze delle autorità.
• L’incendio è reato perseguibile d’ufficio: l’art. 423 c.p. punisce chi lo cagiona con la reclusione da tre a sette anni.
• La polizza globale fabbricati copre di norma i danni alla struttura; pagato l’indennizzo, in caso di dolo l’assicuratore si rivale sul responsabile (art. 1916 c.c.).
• L’assemblea può deliberare la costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni alla collettività condominiale.
• Le spese di adeguamento antincendio delle parti comuni si ripartiscono tra i condòmini per millesimi (art. 1123 c.c.).
Dopo il rogo: gli adempimenti immediati dell’amministratore
Dopo un incendio l’amministratore deve mettere in sicurezza le parti comuni, non solo assistere alle indagini. L’art. 1130 c.c. gli attribuisce il compito di compiere gli atti conservativi sui beni comuni. In concreto significa coordinarsi con i Vigili del Fuoco e con i tecnici per verificare la stabilità di solai e strutture, eseguire le ordinanze delle autorità e controllare gli impianti comuni coinvolti dal calore o dal fumo.
Per gli interventi che non ammettono rinvio l’art. 1135 c.c. consente all’amministratore di disporre i lavori urgenti, riferendone alla prima assemblea utile. È il fondamento delle riparazioni immediate necessarie a scongiurare nuovi pericoli.
Checklist operativa post-incendio
• Coordinarsi con Vigili del Fuoco e tecnici per la verifica di agibilità e stabilità delle parti comuni.
• Dare immediata esecuzione alle ordinanze e ai provvedimenti emessi dalle autorità.
• Sospendere e far verificare gli impianti comuni (elettrico, gas, canne fumarie) prima del ripristino dei servizi.
• Presentare tempestiva denuncia di sinistro alla compagnia della polizza globale fabbricati.
• Disporre i lavori urgenti indifferibili e riferirne alla prima assemblea (art. 1135 c.c.).
• Informare i condòmini e raccogliere le eventuali immagini di videosorveglianza per le forze dell’ordine.
Incendio doloso: cosa rischia chi lo ha appiccato
Chi appicca un incendio commette un reato grave contro l’incolumità pubblica. L’art. 423 c.p. punisce chi cagiona un incendio con la reclusione da tre a sette anni. La stessa pena si applica anche all’incendio della cosa propria, quando ne deriva un pericolo per l’incolumità pubblica.
Trattandosi di un delitto contro l’incolumità pubblica, si procede d’ufficio: l’azione penale non dipende dalla querela della persona offesa. Sul piano civile, il responsabile è tenuto a risarcire integralmente i danni provocati, sia alle parti comuni sia ai singoli appartamenti.
Assicurazione e parte civile: come recupera il condominio
Il condominio recupera i danni alla struttura prima di tutto attraverso la propria assicurazione. La polizza globale fabbricati copre di norma i danni da incendio alle parti comuni e alle finiture. Una volta pagato l’indennizzo, l’art. 1916 c.c. attribuisce alla compagnia il diritto di surrogazione: l’assicuratore subentra nei diritti del condominio verso il terzo responsabile. La limitazione prevista per i familiari conviventi non opera quando il danno è doloso.
Se la polizza non copre l’evento o prevede franchigie, la parte residua resta a carico del colpevole. L’assemblea, inoltre, può deliberare la costituzione di parte civile nel processo penale, per chiedere il risarcimento dei danni subiti dalla comunità: pulizia della fuliggine, ripristino delle facciate annerite e altri pregiudizi comuni.
| Profilo | Conseguenza |
| Penale | Procedimento d’ufficio per il reato di incendio: reclusione da tre a sette anni |
| Civile | Obbligo di risarcire integralmente i danni alle parti comuni e ai singoli |
| Assicurativo | La compagnia indennizza il condominio e poi si rivale sul responsabile in caso di dolo |
Le spese di ripristino e di adeguamento delle parti comuni si ripartiscono tra i condòmini in base ai millesimi di proprietà, ai sensi dell’art. 1123 c.c., salvo il recupero verso il responsabile.
Prevenzione: presidi antincendio e videosorveglianza a norma
La prevenzione resta lo strumento più efficace contro il ripetersi di episodi simili. L’amministratore deve mantenere efficienti i presidi antincendio obbligatori: estintori a norma, porte tagliafuoco funzionanti, luci di emergenza e vie di fuga sgombre da ingombri. L’assemblea delibera questi interventi con le maggioranze ordinarie e la spesa è dovuta da tutti, perché tutela l’incolumità collettiva.
Contro atti mirati può essere utile un impianto di videosorveglianza nelle aree comuni esterne o agli accessi. La delibera segue l’art. 1122-ter c.c., che rinvia alla maggioranza degli intervenuti con almeno la metà del valore dell’edificio. Le regole del Garante impongono riprese limitate alle parti comuni, cartelli informativi e conservazione delle immagini per un tempo breve.
Un edificio con presidi efficienti e impianti a norma riduce il rischio e mette l’amministratore al riparo dalla contestazione di colpa per omessa custodia.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono un parere legale riferito al caso concreto. Per la valutazione di una situazione specifica è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato. TUTELA Condomini è una testata giornalistica registrata e indipendente.
