Ammanchi di cassa e bollette non pagate: i diritti dei condòmini contro l’amministratore infedele

Catenaccio: Quote versate ma forniture non saldate e rischio distacco dell’acqua: come controllare i conti, revocare l’amministratore e recuperare le somme

A Foggia un’indagine della Guardia di Finanza ha fatto emergere presunti ammanchi nelle casse di decine di condomìni, riconducibili allo stesso amministratore, da settimane irreperibile e forse all’estero. I residenti avrebbero versato regolarmente le quote, ma le bollette di acqua e luce non sarebbero state pagate; in alcuni stabili il debito accumulato supererebbe i 200 mila euro. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti, su querela dei proprietari, sono la truffa e l’appropriazione indebita.

Il caso mostra quanto pesi, per le famiglie, la gestione opaca dei conti condominiali. La legge offre però strumenti precisi per controllare l’operato dell’amministratore, revocarlo e tentare di recuperare il denaro sottratto.

In sintesi

  • L’amministratore deve far transitare tutte le somme da un conto corrente intestato al condominio (art. 1129 c.c.): è vietata ogni commistione con il suo patrimonio.
  • Ogni condòmino può chiedere, tramite l’amministratore, di visionare ed estrarre copia della rendicontazione periodica del conto.
  • La mancata apertura o utilizzazione del conto e l’omessa convocazione per il rendiconto sono gravi irregolarità che legittimano la revoca, anche giudiziale.
  • Per le gravi irregolarità contabili anche un solo condòmino può agire: chiedere l’assemblea e, in mancanza di revoca, rivolgersi al giudice.
  • Verso i fornitori il condominio resta moroso anche se le quote sono state versate; resta il diritto di rivalsa sul patrimonio dell’amministratore.

Il conto corrente condominiale: l’obbligo che protegge i condòmini

La prima tutela contro gli ammanchi è la tracciabilità dei movimenti. L’art. 1129 c.c. impone all’amministratore di far transitare tutte le somme ricevute dai condòmini o da terzi, e tutti i pagamenti ai fornitori, da uno specifico conto corrente intestato al condominio. È vietata qualsiasi confusione tra il patrimonio condominiale e quello personale dell’amministratore.

La stessa norma riconosce a ciascun condòmino il diritto di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica del conto. Non occorre attendere il rendiconto annuale: il controllo può essere costante.

Controlli periodici utili

  • Chiedere con regolarità, tramite l’amministratore, copia della rendicontazione del conto condominiale.
  • Verificare che entrate e uscite passino effettivamente dal conto intestato al condominio.
  • In caso di rifiuto o inerzia, rivolgersi direttamente alla banca o al fornitore per riscontrare i pagamenti.
  • Conservare le ricevute delle quote versate, utili in un’eventuale azione di recupero.

Come accorgersi per tempo: i segnali di allarme

Gli ammanchi più gravi maturano spesso dopo mesi di segnali ignorati. Riconoscere per tempo le anomalie consente di intervenire prima che i fornitori sospendano i servizi essenziali.

Segnale di allarme Azione di controllo
Rifiuto o continui rinvii nel mostrare le fatture quietanzate delle utenze Richiesta scritta di copia della rendicontazione e degli estratti conto.
Mancata convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto Richiesta di convocazione; in mancanza, ricorso all’autorità giudiziaria.
Solleciti o minacce di distacco da parte dei gestori di acqua e luce Verifica diretta presso il fornitore dello stato dei pagamenti.

Il contatto diretto con il gestore di acqua o energia, come avvenuto nel caso foggiano, è spesso il modo più rapido per scoprire una morosità occultata.

Revoca dell’amministratore infedele: assemblea e via giudiziale

Di fronte a irregolarità contabili gravi, l’ordinamento consente di interrompere subito il mandato. I condòmini possono convocare un’assemblea straordinaria per revocare l’amministratore e nominarne uno nuovo.

Se l’assemblea non delibera, l’art. 1129 c.c. consente anche al singolo condòmino di rivolgersi al tribunale per la revoca giudiziale. Tra le gravi irregolarità la norma indica espressamente la mancata apertura o utilizzazione del conto e l’omessa convocazione per l’approvazione del rendiconto. Il nuovo amministratore dovrà poi disporre una revisione contabile per quantificare il danno.

Profili penali e recupero delle somme

Trattenere il denaro destinato ai fornitori o ingannare i condòmini con documenti falsi ha rilievo penale. L’art. 646 c.p. punisce l’appropriazione indebita di denaro altrui posseduto a qualsiasi titolo; l’art. 640 c.p. punisce la truffa, cioè il profitto ingiusto ottenuto con artifizi o raggiri. Entrambi i reati sono di norma perseguibili a querela della persona offesa: per questo i condòmini depositano un esposto-querela alle autorità.

Sul piano civile, il condominio può agire per il risarcimento del danno contro l’ex amministratore, fino al pignoramento dei suoi beni e conti. Se il responsabile è all’estero, l’esazione diventa difficile, ma l’azione resta utile per accertare il credito. Attenzione: la polizza globale fabbricati non copre gli ammanchi di cassa. Per questo rischio l’assemblea può pretendere una polizza di responsabilità civile professionale con garanzia per infedeltà, oppure una fideiussione a tutela dei fondi gestiti.

Resta il nodo dei rapporti con i fornitori: verso di loro il condominio è moroso se le fatture non sono saldate, anche quando le quote sono state versate. Per evitare il distacco, i condòmini spesso pagano una seconda volta, salvo poi rivalersi sul patrimonio dell’amministratore.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono un parere legale riferito al caso concreto. Per la valutazione di una situazione specifica è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato. TUTELA Condomini è una testata giornalistica registrata e indipendente.

Avv.Raffaele Marascio
Avv.Raffaele Marascio
“Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile”.

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