Installare un impianto di videosorveglianza in condominio richiede una gestione accurata del Registro Anagrafico e della Sicurezza (Ras) e una valutazione d’impatto sulla privacy. L’amministratore è chiamato a seguire una serie di procedure per garantire la conformità normativa e la tutela della privacy dei condòmini.
Installare un impianto di videosorveglianza in condominio non è una decisione semplice e richiede l’adempimento di numerose incombenze. Oltre alla delibera assembleare, come previsto dall’articolo 1122-ter del codice civile, l’amministratore di condominio è chiamato a svolgere una serie di attività tecniche e legali molto complesse, tra le quali rientra l’annotazione del sistema di videosorveglianza all’interno del Registro anagrafe sicurezza (RAS). Ma quali implicazioni esistono in tema di privacy?
Cos’è il Registro Anagrafico e della Sicurezza (Ras) e come va gestito?
Una delle attività più impegnative è la gestione e l’aggiornamento del Registro Anagrafico e della Sicurezza (Ras), obbligatorio per tutti i condòmini. Il Ras, come stabilito dall’articolo 1129, n. 6, del Codice civile, deve contenere tutte le informazioni sugli impianti di videosorveglianza, tra cui le nomine degli addetti e dei responsabili, le valutazioni di impatto sulla privacy e le delibere assembleari. L’amministratore è tenuto a garantirne l’aggiornamento continuo, includendo tutte le fasi della gestione dell’imoianto.
Valutazione d’impatto (LIA) e RAS
Prima di procedere con l’installazione dell’impianto, è obbligatoria una valutazione d’impatto sulla privacy (o LIA, Legitimate Interest Assessment). Questa serve a verificare la necessità e la proporzionalità dell’impianto rispetto al legittimo interesse del condominio a proteggere le aree comuni, ponendo in essere un bilanciamento con i diritti dei condòmini e dei visitatori.
Nel registro Ras, deve essere riportato il risultato della valutazione, compreso:
- Le motivazioni che giustificano l’installazione delle telecamere;
- I rischi per i diritti degli interessati;
- Le misure per minimizzare i rischi (es. limitazione delle aree riprese, tempi di conservazione delle immagini ridotti).
Il legittimo interesse alla videosorveglianza e il RAS
Per installare un impianto di videosorveglianza, è necessario che ci siano delle motivazioni concrete e attuali, come indicato dalle Linee guida sulla videosorveglianza 3/2019 dell’EDPB. Ad esempio, furti, atti vandalici o episodi di insicurezza nelle aree comuni possono giustificare la scelta.
Nel Ras, deve essere documentata anche l’eventuale analisi di soluzioni alternative, come l’installazione di cancelli automatici o la guardiania, e il motivo per cui queste sono risultate insufficienti. È importante, inoltre, indicare l’effettiva necessità di un monitoraggio costante tramite telecamere per garantire la sicurezza dei residenti e la protezione del patrimonio condominiale.
Nel RAS deve essere inserita la delibera assembleare che approva l’installazione delle telecamere?
Sì, è essenziale che nel Ras venga annotata la delibera assembleare che ha approvato l’installazione dell’impianto, come richiesto dall’articolo 1122-ter del Codice civile. La delibera deve essere adottata con la maggioranza qualificata prevista dall’articolo 1136, secondo comma, del Codice civile (la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio).
Nel Ras devono essere specificati dettagli come:
- Il numero di telecamere e le aree da monitorare;
- Le modalità di accesso alle immagini e le persone autorizzate;
- I tempi di conservazione delle immagini;
- Le condizioni per l’installazione e gestione dell’impianto, garantendo la riservatezza e la sicurezza dei dati.
Conclusioni
La gestione dell’installazione di un impianto di videosorveglianza in condominio richiede un’attenzione scrupolosa alla normativa e alla tutela della privacy. Dall’aggiornamento del Registro Anagrafico e della Sicurezza fino alla valutazione d’impatto sulla privacy, ogni passaggio deve essere eseguito con precisione. Per evitare rischi e sanzioni, è fondamentale garantire la piena conformità alle leggi.
Se hai dubbi o non disponi delle competenze necessarie, ti consigliamo di rivolgerti a una società specializzata in privacy. Esperti possono supportarti nella gestione corretta di ogni fase, assicurando il rispetto delle normative e la protezione dei dati personali dei condòmini.
