Il Mit firma il nuovo Decreto Autovelox: regole ferree sulle multe. Ma cosa succede ai limiti di velocità nei cortili condominiali?

Mentre il governo mette un freno ai dispositivi elettronici usati dai Comuni “per fare cassa”, nelle aree private e nei vialetti di palazzo la gestione della sicurezza stradale segue regole interne e condominiali

Svolta decisiva per milioni di automobilisti italiani sul fronte della sicurezza stradale e del contrasto alle sanzioni ingiustificate. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficialmente firmato il tanto atteso “Decreto Autovelox”, un provvedimento che introduce procedure rigide e uniformi per l’omologazione, la verifica tecnica e la taratura periodica di tutti i rilevatori di velocità sul territorio nazionale.

Il decreto mette ordine nel caos generato dalle sentenze della Corte di Cassazione, che avevano dichiarato illegittime le multe elevate da apparecchi semplicemente “approvati” ma privi di una vera e propria omologazione ministeriale (una mancanza che, secondo Assoutenti, riguardava circa il 71% dei dispositivi in Italia). Ora i Comuni non avranno più scuse: per poter utilizzare gli autovelox dovranno sottoporli a test tecnici severi entro 60 giorni, garantendo che lo strumento serva a tutelare la sicurezza dei cittadini e non a rimpinguare le casse comunali.

L’introduzione di regole così severe sulla circolazione stradale e sulla misurazione della velocità riaccende però una questione caldissima che si consuma appena varcato il cancello di casa: l’amministratore di condominio può installare rilevatori di velocità o dossi artificiali nel vialetto comune? E i vigili urbani possono multare chi corre nel cortile di palazzo?

Qui il diritto condominiale traccia una linea di demarcazione netta rispetto alle strade pubbliche, affidando la gestione della sicurezza all’autonomia dell’assemblea.

La Polizia Municipale può installare autovelox o fare multe all’interno del condominio?

No, le forze dell’ordine non hanno competenza sulle strade private condominiali, salvo che siano aperte al pubblico transito. Se il vialetto e il cortile del palazzo sono protetti da un cancello automatico o da sbarre che limitano l’accesso ai soli residenti, quell’area è considerata a tutti gli effetti una proprietà privata.

Di conseguenza, il Codice della Strada non trova applicazione diretta. Come confermato dalla giurisprudenza costante della Corte di Cassazione, Sezione Seconda Civile, i vigili urbani o la polizia non possono elevare contravvenzioni per eccesso di velocità o per divieto di sosta all’interno di un cortile chiuso, poiché la gestione del transito e della sicurezza interna spetta unicamente ai proprietari dello stabile.

L’amministratore o l’assemblea possono fissare un limite di velocità interno?

Sì, l’assemblea condominiale ha il pieno potere di stabilire un limite di velocità per il cortile comune. Attraverso l’approvazione o la modifica del regolamento di condominio, i proprietari possono decidere a maggioranza (500 millesimi) le regole di convivenza e di sicurezza per tutelare i pedoni, i bambini e gli animali domestici che frequentano gli spazi condivisi. Generalmente, per i cortili e i garage sotterranei, i regolamenti fissano un limite prudenziale molto basso, solitamente compreso tra i 5 e i 10 km/h.

Quali strumenti ha il condominio per punire chi corre troppo nel vialetto?

Il condominio non può usare autovelox elettronici, ma può applicare pesanti sanzioni pecuniarie. L’amministratore non ha il potere di installare dispositivi di rilevamento della velocità del tipo “autovelox” per fare foto alle targhe dei vicini, poiché violerebbe le norme sulla privacy e sullo statuto dei poteri di vigilanza. Tuttavia, se un condomino corre abitualmente a velocità pericolosa mettendo a rischio i residenti, il condominio ha un’arma efficace.

L’articolo 70 delle disposizioni di attuazione del codice civile stabilisce infatti che, se previsto dal regolamento, l’amministratore può comminare al trasgressore una sanzione pecuniaria fino a 200 euro, che può salire fino a 800 euro in caso di recidiva. L’infrazione deve essere provata tramite testimonianze o filmati delle telecamere di sicurezza condominiali regolarmente installate.

Per capire come cambia la gestione della velocità tra lo spazio pubblico (regolato dal nuovo Decreto) e quello privato condominiale, esamina questa tabella:

Tabella delle regole di circolazione: Strada Pubblica vs Cortile Condominiale

Regola o Strumento Strada Pubblica (Nuovo Decreto Mit) Cortile Condominiale Chiuso Conseguenza Legale in Caso di Violazione
Rilevamento della Velocità Autovelox con Omologazione Ministeriale Vietato l’uso di autovelox privati Nullità della sanzione condominiale
Dossi Dissuasori Artificiali Solo su strade specifiche e non su percorsi d’emergenza Sempre ammessi se deliberati in assemblea Obbligo di rimozione se installati senza delibera
Sanzione per Eccesso di Velocità Multa pecuniaria e decurtazione punti patente Sanzione condominiale fino a 200/800 euro Riscossione coattiva tramite decreto ingiuntivo
Intervento della Polizia Immediato e d’ufficio Escluso (salvo reati o aree aperte al pubblico) Verbale nullo per difetto di giurisdizione

Si possono installare dossi artificiali o barriere per rallentare le auto?

Sì, l’installazione di dossi artificiali è considerata un’innovazione lecita volta alla sicurezza. Se i cartelli con i limiti di velocità non bastano, l’assemblea può deliberare il posizionamento di dossi in gomma o rallentatori acustici lungo il vialetto comune.

La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che l’installazione di questi manufatti non richiede l’unanimità, poiché non altera la destinazione del viale ma ne migliora la sicurezza. L’importante è che i dossi siano adeguatamente segnalati, visibili anche di notte e conformi a standard minimi che non danneggino la parte inferiore delle vetture che procedono a passo d’uomo.

FAQ – Le risposte ai dubbi dei lettori su limiti e sicurezza in condominio

Cosa succede se il cortile condominiale non ha un cancello ed è aperto a tutti?

In questo caso si applica il Codice della Strada. Se il cortile o il parcheggio del condominio non hanno recinzioni, sbarre o cartelli di “proprietà privata” e sono utilizzati liberamente anche da automobilisti estranei, l’area è considerata “aperta al pubblico transito” e le forze dell’ordine possono intervenire e fare multe.

L’amministratore può decidere da solo di installare un dosso rallentatore?

No, serve sempre la delibera dell’assemblea, salvo che non si tratti di un caso di assoluta urgenza e pericolo imminente (ad esempio, il cedimento della pavimentazione che richiede un blocco o un rallentamento forzato).

Chi incassa i soldi delle sanzioni applicate ai condòmini indisciplinati?

Le somme derivanti dalle sanzioni condominiali confluiscono nel fondo comune del condominio e vengono utilizzate per abbattere le spese ordinarie di gestione dello stabile (pulizia, luce scale, manutenzione giardino), a beneficio di tutti gli altri proprietari.

In pratica

Se all’interno del tuo complesso residenziale ci sono automobilisti o motociclisti che sfrecciano a velocità pericolosa lungo i vialetti comuni, ecco l’iter pratico per risolvere il problema legalmente:

  1. Chiedi l’inserimento del punto all’ordine del giorno: scrivi all’amministratore affinché inserisca nella prossima assemblea la discussione sulla sicurezza del cortile e la fissazione di un limite di velocità interno.
  2. Modifica il regolamento introducendo le multe: proponi all’assemblea di inserire nel regolamento la clausola sanzionatoria prevista dall’Art. 70 disp. att. c.c., stabilendo la sanzione di 200 euro per chi supera i limiti stabiliti.
  3. Delibera i dissuasori fisici: se la segnaletica stradale interna non basta, raccogli i voti della maggioranza dei presenti (che rappresentino almeno 500 millesimi) per approvare l’acquisto e la posa in opera di dossi rallentatori in gomma nei punti strategici del viale.

Fonti

Per seguire l’entrata in vigore del Decreto Autovelox e approfondire i poteri dell’assemblea condominiale sulla regolamentazione dei beni comuni, consulta:

  • Il testo degli articoli del codice civile e l’articolo 70 delle disposizioni di attuazione su Normattiva.
  • I pareri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’applicazione del Codice della Strada nelle aree private sul portale del Mit.
  • Le guide legali sulla ripartizione delle spese per la segnaletica e i dossi condominiali sul sito di Confedilizia.
Avv.Raffaele Marascio
Avv.Raffaele Marascio
“Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile”.

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