La sentenza della Corte di Giustizia UE apre la strada alla compatibilità tra le due professioni. Scopri cosa dice la normativa e quali vantaggi comporta.
L’amministratore di condominio e l’agente immobiliare sono due figure cardine nel mondo del condominiale. Spesso però ci si chiede: è possibile svolgere entrambe le attività?
Con la sentenza n. 19827 del 18 luglio 2024, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che l’attività di amministratore di condominio è compatibile con quella di agente immobiliare. Questa decisione ha annullato il divieto generalizzato previsto dalla normativa italiana, confermando che le due professioni possono coesistere senza presupporre automaticamente un conflitto di interessi.
L’amministratore di condominio può essere anche agente immobiliare?
Sì, secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, non esiste un divieto generalizzato che impedisca a un professionista di esercitare contemporaneamente entrambe le attività. La decisione arriva dopo che il Consiglio di Stato ha recepito le indicazioni della Corte, stabilendo che non si può presumere un conflitto di interessi a priori.
Amministratore di condominio e agente immobiliare: quali sono i motivi della sentenza a favore della compatibilità?
Il principale motivo alla base della sentenza è che la normativa italiana, che prevedeva un’incompatibilità tra amministratore di condominio e agente immobiliare, non è conforme alla direttiva 2006/123/CE sul mercato interno. La Corte ha precisato che, pur esistendo un potenziale rischio di conflitto di interessi, questo non si verifica automaticamente in ogni caso.
Come si è sviluppata la vicenda legale?
Tutto ha avuto inizio quando la Camera di commercio di Bologna ha vietato a un’impresa individuale di svolgere entrambe le attività, annotando la cessazione della mediazione immobiliare nel REA. Il TAR Emilia-Romagna ha confermato la decisione, ritenendo che il professionista avrebbe potuto favorire gli immobili amministrati. Tuttavia, il Consiglio di Stato, con l’ordinanza n. 3655 dell’11 aprile 2023, ha ritenuto necessario coinvolgere la Corte di Giustizia UE, che ha infine ribaltato la posizione restrittiva.
Quali sono le implicazioni pratiche della sentenza?
Con questa sentenza, gli agenti immobiliari che sono anche amministratori di condominio possono esercitare entrambe le attività, a patto che rispettino principi di trasparenza e imparzialità. Ad esempio, devono evitare di favorire gli immobili che gestiscono e informare chiaramente le parti coinvolte su eventuali situazioni di potenziale conflitto di interessi.
Quali vantaggi per i professionisti e i clienti del mondo immobiliare?
Avere un’unica figura che si occupa sia della gestione condominiale che della mediazione immobiliare può risultare conveniente sia per i professionisti, che ampliano la loro offerta di servizi, sia per i clienti, che possono beneficiare di un interlocutore unico per la compravendita e la successiva amministrazione dell’immobile.
Grazie a questa decisione, il settore immobiliare si apre a nuove opportunità, favorendo una maggiore flessibilità e competitività nel mercato.
