Alberi condominiali da abbattere: quando la delibera a maggioranza può essere valida

AGGIORNAMENTO CONDOMINIO | 16 OTTOBRE 2026

L’eliminazione di alberi sani può integrare una lesione grave del bene comune, ma il taglio selettivo motivato da condizioni compromesse, supportato da perizia e autorizzazione comunale, può rientrare nella corretta gestione dell’area.

Tribunale di Pordenone, sentenza 5 ottobre 2026, n. 526

L’abbattimento degli alberi non ha una risposta unica

Gli alberi presenti nei giardini e nelle aree scoperte comuni incidono sul decoro, sul valore ambientale del complesso e sul godimento di tutti i condomini. Per questo l’assemblea non può trattarne la soppressione come una scelta meramente estetica. Al tempo stesso, quando le piante sono in condizioni vegetative compromesse, troppo fitte, pericolosamente vicine agli edifici o incompatibili con la sicurezza e la corretta manutenzione, il taglio può rappresentare una misura di gestione necessaria e non un’innovazione vietata.

Il progetto sui dodici pini

Nel caso deciso a Pordenone, il condominio aveva approvato un intervento che comprendeva l’abbattimento selettivo di dodici pini, la sostituzione con arbusti, la riorganizzazione degli stalli e l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni. Un condomino aveva impugnato le delibere sostenendo, tra l’altro, che si trattasse di una soppressione di beni comuni non approvabile a maggioranza e che fosse necessario il fondo speciale già nella prima delibera.

Perizia e autorizzazione amministrativa cambiano il quadro

Il Tribunale ha valorizzato il percorso tecnico-amministrativo seguito dal condominio. Una relazione specialistica evidenziava difficoltà di sviluppo dovute all’eccessiva densità di impianto e la collocazione di alcuni esemplari a ridosso delle abitazioni. Il Comune aveva autorizzato il taglio selettivo prescrivendo la sostituzione con essenze arbustive tipiche del contesto locale. L’assemblea aveva recepito tali indicazioni, sicché l’intervento non risultava una distruzione arbitraria del verde comune.

Alberi compromessi e alberi sani: la differenza è decisiva

La pronuncia va letta con cautela. Esistono decisioni che qualificano l’abbattimento di alberi sani e di alto fusto come innovazione vietata o addirittura come distruzione del bene comune, soprattutto quando essi contribuiscono stabilmente al decoro e non vi sono ragioni tecniche di sicurezza o conservazione. Il punto decisivo è quindi la motivazione concreta: condizioni delle piante, rischio, progetto di sostituzione, autorizzazioni e impatto sul bene comune.

Fondo speciale e delibera programmatica

Un’altra questione riguardava l’art. 1135, comma 1, n. 4, c.c. La prima assemblea non aveva approvato una spesa, ma aveva incaricato l’amministratore di acquisire preventivi. Il costo era stato approvato e ripartito soltanto con una successiva delibera. Il Tribunale ha quindi distinto la fase programmatica da quella effettivamente autorizzativa della spesa: il problema del fondo speciale va verificato nel momento in cui vengono approvati lavori straordinari e relativo impegno economico.

Parcheggi e organizzazione dell’area comune

La causa riguardava anche la modifica degli stalli. Il giudice ha qualificato la diversa sistemazione come regolamentazione dell’uso dell’area comune e non come innovazione, in assenza di una trasformazione incompatibile con la destinazione del bene. Anche qui vale un criterio concreto: ridisegnare spazi e turnazioni non equivale necessariamente a innovare, purché resti garantito il pari uso e non vengano sacrificati diritti individuali.

Come deliberare senza esporsi a impugnazioni

Prima di votare l’abbattimento di alberi comuni è consigliabile acquisire una relazione agronomica o tecnica, verificare i regolamenti comunali, ottenere le autorizzazioni eventualmente necessarie e descrivere con precisione nel verbale le ragioni dell’intervento e le modalità di sostituzione. La delibera dovrebbe inoltre distinguere chiaramente la fase di studio e raccolta dei preventivi dall’approvazione definitiva della spesa. Una motivazione documentata rende molto più solida la decisione assembleare.

Tabella riepilogativa

Situazione

Valutazione

Alberi sani abbattuti per mera scelta estetica

Rischio elevato di illegittimità

Piante compromesse o problematiche

Possibile abbattimento se tecnicamente motivato

Relazione tecnica

Rafforza la prova della necessità dell’intervento

Autorizzazione comunale

Va acquisita quando richiesta dalla disciplina locale

Sostituzione con nuove essenze

Può dimostrare la conservazione della funzione verde

Delibera solo programmatica

Il fondo speciale si valuta con l’approvazione effettiva dei lavori e della spesa

FAQ

1. L’assemblea può abbattere liberamente gli alberi comuni?

No. La legittimità dipende dalle condizioni delle piante, dalla finalità dell’intervento e dall’eventuale incidenza sul decoro e sui diritti dei condomini.

2. Serve sempre l’unanimità?

Non automaticamente. Il taglio selettivo di piante compromesse, supportato da valutazioni tecniche e autorizzazioni, può essere approvato secondo le maggioranze pertinenti.

3. Una perizia agronomica è obbligatoria?

Non in ogni situazione per previsione civilistica, ma è fortemente consigliabile e può essere decisiva per dimostrare le ragioni dell’abbattimento.

4. Il Comune può imporre la sostituzione degli alberi?

Sì, secondo i regolamenti locali e il contenuto dell’autorizzazione, possono essere previste prescrizioni di reimpianto o sostituzione.

5. Quando serve il fondo speciale?

Quando l’assemblea approva concretamente lavori straordinari e la relativa spesa, secondo l’art. 1135, comma 1, n. 4, c.c.; una mera fase di acquisizione preventivi è diversa.

Riferimenti essenziali

• Art. 1102 c.c. – uso della cosa comune

• Art. 1120 c.c. – innovazioni

• Art. 1135, comma 1, n. 4, c.c. – fondo speciale per lavori straordinari

• Regolamenti comunali del verde e autorizzazioni locali applicabili

• Trib. Pordenone, sentenza 5 ottobre 2026, n. 526

Fonte editoriale di riferimento: CondominioWeb, “Dodici pini da abbattere: quando il condominio può davvero farlo”, pubblicato il 16 ottobre 2026.

Articolo redatto in forma autonoma a scopo informativo. La soluzione dei casi concreti richiede la verifica dei titoli, degli atti, del regolamento e della documentazione tecnica e processuale applicabile.

Avv.Raffaele Marascio
Avv.Raffaele Marascio
“Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile”.

articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

SEGUICI SU

1,622FansMi piace
2,221FollowerSegui
 

potrebbero interessarti