Residenti presi di mira da una colonia che difendeva il nido: la legge tutela uova e pulli, ma il condominio deve agire su igiene, dissuasori e spese comuni
Una colonia di gabbiani ha trasformato il tetto di un condominio romano in via Olbia, zona Tuscolana, in un fortino, arrivando ad attaccare in picchiata i residenti che si avvicinavano al terrazzo. I volatili difendevano un nido con i piccoli, a circa venti metri d’altezza. Dissuasori e repellenti non sono bastati: è servito l’intervento di un etologo. Il caso riporta un nodo concreto per molti condomìni: come gestire i volatili tra tutela della fauna, rischi igienici e ripartizione delle spese.
La vicenda è istruttiva perché intreccia due piani: il vincolo che protegge i nidi durante la riproduzione e l’obbligo del condominio di tutelare igiene, decoro e sicurezza delle parti comuni. Per l’amministratore, sapere che cosa si può fare e quando evita sia le sanzioni sia gli infortuni.
I nidi sono protetti: tempi e limiti dell’intervento
La normativa sulla tutela della fauna selvatica (legge 157/1992) vieta di rimuovere, spostare o danneggiare i nidi in presenza di uova o pulcini durante la riproduzione; il gabbiano reale è specie protetta. Per questo, nel caso romano, l’intervento è stato possibile solo dopo circa venti giorni, il tempo perché i giovani completassero lo sviluppo e abbandonassero il nido. La rimozione va affidata a operatori dotati di protezioni, perché gli adulti difendono la prole con voli ravvicinati e attacchi diretti. Un intervento d’urgenza prima dell’involo è ammesso solo per un pericolo sanitario documentato dalle autorità competenti.
Igiene e sicurezza: perché il guano è un problema condominiale
Il guano accumulato su gronde, cornicioni, sottotetti e terrazzi è un ricettacolo di agenti patogeni — tra cui la salmonella — e non va mai rimosso con metodi domestici, per non inalare polveri infette: servono ditte specializzate, con aspiratori e dispositivi di protezione, e una successiva sanificazione. C’è poi un doppio danno materiale: le componenti acide degli escrementi corrodono facciate e strutture, mentre il guano bagnato dalla pioggia rende scivolose le superfici esterne, con rischio di cadute. Per questo, oltre alla pulizia, conta la prevenzione: disattivare i punti di sosta e nidificazione con sistemi dissuasori adeguati.
I principali sistemi di allontanamento dei volatili
| Dissuasore | Come funziona | Dove è indicato |
|---|---|---|
| Aghi o spilli | Elementi lineari che impediscono l’appoggio senza ferire l’animale. | Cornicioni, davanzali, parapetti, gronde. |
| Reti anti-volatili | Barriere a maglia stretta che sigillano porzioni di tetto o nicchie. | Sottotetti, grandi terrazzi, nicchie: soluzione più definitiva. |
| Sistemi elettrostatici | Lievi impulsi non dannosi che inducono il volatile a non tornare. | Linee architettoniche estese e coperture di pregio. |
| Dissuasori sonori | Versi di predatori o ultrasuoni di disturbo. | Cortili e aree verdi; efficacia che può calare nel tempo. |
Chi paga e cosa può fare l’amministratore
Le spese di pulizia, disinfestazione e installazione dei dissuasori sulle parti comuni — tetto, lastrico solare, cornicioni, gronde — sono a carico di tutti i condòmini e si ripartiscono per millesimi ai sensi dell’art. 1123 del codice civile, trattandosi di interventi conservativi a tutela dell’igiene e dell’integrità dell’edificio. Se invece l’intervento riguarda un balcone in uso esclusivo, la spesa resta del singolo proprietario. Sul fronte dei comportamenti, l’amministratore può richiamare al regolamento il condòmino che alimenta i volatili: molti regolamenti comunali di igiene urbana lo vietano, e la violazione può essere segnalata alla Polizia Locale o alle autorità sanitarie.
Domande frequenti
L’amministratore può ordinare la distruzione di un nido di gabbiani o piccioni?
No, non se all’interno vi sono uova o piccoli: la distruzione o il danneggiamento dei nidi durante la riproduzione è vietato dalla normativa sulla tutela della fauna selvatica. Occorre attendere l’involo dei giovani prima di affidare la rimozione a una ditta con operatori protetti. Solo un pericolo sanitario imminente e documentato dalle autorità competenti consente un intervento anticipato.
Chi paga la disinfestazione dal guano e i dissuasori sul tetto?
Se gli interventi riguardano le parti comuni — tetto, lastrico solare, cornicioni, gronde — la spesa è di tutti i condòmini e si ripartisce per millesimi (art. 1123 c.c.), perché mira a preservare igiene, decoro e integrità dell’edificio. Se invece l’intervento riguarda un balcone in uso esclusivo, la spesa è a carico del singolo proprietario.
Cosa fare se un condòmino dà da mangiare ai piccioni o ai gabbiani dal balcone?
È una pratica fortemente sconsigliata, perché attira stabilmente i volatili e aumenta guano e rischi per l’intero stabile. Molti regolamenti comunali vietano di alimentare i volatili nei centri urbani. Su segnalazione dei condòmini, l’amministratore può richiamare formalmente il residente al rispetto del regolamento e, in caso di persistenza, segnalare l’infrazione alla Polizia Locale o alle autorità sanitarie per le sanzioni previste.
Avv. Raffaele Marascio
Pubblicato il 15 giugno 2026 — Evento di giugno 2026
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