Impugnazione delibera condominiale: quando è possibile farlo?

Chi vota a favore di una delibera condominiale può poi impugnarla? La Corte di Cassazione ha chiarito che, salvo il verificarsi di un pregiudizio concreto, chi approva una decisione assembleare, anche tramite voto del delegato in condominio, non può contestarla in un secondo momento. Dunque, quando è possibile farlo?

Voto favorevole in assemblea: si può contestare la decisione?

No, chi vota a favore non può impugnare la delibera condominiale, a meno che non dimostri di aver subito un danno concreto, come la violazione di una norma contrattuale del regolamento condominiale o la modifica definitiva dei criteri di ripartizione delle spese condominiali.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza numero 4301 del 19 febbraio 2025, ha ribadito un orientamento già consolidato, confermando che l’impugnazione della delibera condominiale è consentita solo in presenza di specifici presupposti.

Le delibere assembleari hanno valore sostanziale o processuale?

Le delibere assembleari hanno natura sostanziale, non processuale. Questo implica che non si applica la norma dell’articolo 157 del Codice di procedura civile, la quale impedisce a chi ha concorso a una nullità di farla valere in giudizio.

Di conseguenza, chi ha espresso voto, tramite delegato in condominio, in modo favorevole, non può impugnare la delibera condominiale, poiché ha contribuito alla sua approvazione.

Cassazione delibera condominio: il caso analizzato

Perché i condòmini hanno perso il ricorso? Perché avevano votato a favore della delibera attraverso un delegato.

Nel caso in esame, alcuni condòmini avevano impugnato una delibera con cui si approvavano lavori straordinari, incluso il rifacimento dei parapetti dei balconi. Tuttavia, la somma contestata, pari a 10.000 euro, era stata approvata con il loro stesso voto, espresso tramite il padre delegato.

Il Tribunale di Salerno aveva accolto la richiesta e annullato la delibera, ma la Corte d’Appello di Salerno aveva ribaltato la decisione, dichiarando che i ricorrenti non avevano legittimazione all’impugnazione, poiché erano presenti in assemblea e votanti, tramite delegato. Infine, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d’appello, rigettando il ricorso.

Chi ha diritto all’impugnazione della delibera condominiale?

Solo chi si è astenuto, è stato assente o ha espresso dissenso può impugnare una delibera.

La Cassazione ha sottolineato che, in base alla giurisprudenza, possono contestare una delibera solo coloro che non hanno partecipato alla votazione o si sono espressi in senso contrario.

Nel caso specifico, i ricorrenti erano presenti tramite voto delegato in condominio e hanno votato a favore, quindi non avevano alcun diritto di impugnare la delibera condominiale.

Impugnazione delibera condominiale: quando è ammessa?

Per impugnare una delibera serve un pregiudizio concreto, che qui non c’era.

La Cassazione ha chiarito che l’impugnazione delibera condominiale è possibile solo se si verifica un danno effettivo. Affinché un ricorso sia valido, devono esserci la violazione di norme regolamentari con valore contrattuale o una modifica permanente dei criteri di ripartizione spese condominiali.

Nel caso esaminato, la ripartizione dei costi riguardava solo i lavori approvati e non aveva effetti per il futuro, motivo per cui non sussisteva alcun pregiudizio concreto.

Chi vota a favore di una delibera può contestarla?

Questa sentenza ribadisce un principio chiaro: chi approva una delibera condominiale, anche tramite delegato, non può poi impugnarla. Solo chi esprime dissenso, si astiene o è assente può farlo.

La decisione della Cassazione conferma che la legittimazione all’impugnazione in assemblea non spetta a chi ha già votato a favore, a meno che non dimostri un concreto danno derivante dalla decisione assunta.

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Avv.Raffaele Marascio
Avv.Raffaele Marascio
“Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile”.

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