Chi gestisce le telecamere e con quali finalità? La distinzione tra videosorveglianza condominiale e pubblica
Un impianto di videosorveglianza può sempre essere considerato condominiale?
L’installazione di un impianto di videosorveglianza all’interno di un condominio è una pratica sempre più diffusa per garantire la sicurezza delle parti comuni e dei residenti. Tuttavia, non sempre un impianto installato in un edificio può essere qualificato come “condominiale”. La distinzione diventa cruciale quando la proprietà dell’immobile è prevalentemente pubblica e la gestione dell’impianto è affidata a un ente esterno, come nel caso di un’amministrazione comunale che delega la gestione delle telecamere alla Polizia Locale.
Chi ha il controllo delle immagini e chi è il titolare del trattamento?
Uno degli aspetti determinanti nella qualificazione di un impianto come condominiale è la titolarità del trattamento dei dati raccolti. Se il sistema di videosorveglianza è installato su decisione del condominio, gestito dall’amministratore o da una società incaricata dai condomini e finalizzato alla sicurezza delle parti comuni, rientra a pieno titolo nella disciplina della videosorveglianza condominiale e deve rispettare il GDPR e le normative italiane in materia di privacy.
Nel caso in cui, invece, il controllo dell’impianto sia affidato alla Polizia Locale, la questione cambia. Se le immagini sono utilizzate per finalità di sicurezza pubblica e non per la tutela dei beni comuni del condominio, allora il trattamento dei dati personali esula dalla disciplina condominiale e rientra in quella della sicurezza pubblica, con conseguente applicazione di norme differenti.
Quali sono le conseguenze per i condomini?
Se un impianto di videosorveglianza è sotto il controllo della Polizia Locale, i condomini potrebbero non avere alcun potere decisionale sulla gestione delle telecamere, sull’accesso alle immagini o sulla loro conservazione. Questo significa che eventuali richieste di accesso ai dati o contestazioni sulla gestione dell’impianto devono essere rivolte all’ente pubblico responsabile.
D’altro canto, se l’impianto fosse invece condominiale, l’amministratore sarebbe il responsabile del trattamento e i condomini avrebbero maggiori diritti in termini di trasparenza e controllo delle immagini.
Qual è la soluzione migliore per evitare problemi?
Per determinare con certezza la natura dell’impianto e le responsabilità connesse, è fondamentale verificare gli atti deliberativi relativi all’installazione, gli accordi tra il condominio e l’ente pubblico e la finalità concreta del trattamento delle immagini. Solo così sarà possibile stabilire se l’impianto rientra nel regime della videosorveglianza condominiale o se, al contrario, deve essere considerato un impianto di sicurezza pubblica.




