Errore nei documenti condominiali: come ottenere la correzione

Quando si verifica un errore nella documentazione del condominio come deve comportarsi il condomino interessato? Quali accorgimenti deve adottare l’amministratore?

In seguito all’assemblea, un condomino sta lamentando la presenza di un errore nel rendiconto dell’ordine del giorno, relativo all’importo delle spese a suo carico, che risulta superiore a quello effettivo. Pertanto sta chiedendo all’amministratore di verificarne l’esattezza e provvedere alla modifica delle informazioni errate.

L’amministratore è tenuto a soddisfare la sua richiesta? In che modo? 

In questo articolo ti spiegherò come ottenere la correzione in caso di errore nei documenti condominiali. 

Privacy in condominio: cosa fare in caso di errore nei documenti condominiali?

L’amministratore è sempre tenuto a correggere i dati errati di un condomino senza ingiustificato ritardo. Non solo, ma tenuto conto delle finalità del trattamento, il condomino ha sempre il diritto di ottenere l’integrazione di eventuali dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.

A stabilirlo è l’articolo 16 del GDPR che garantisce all’Interessato il diritto di rettifica, a cui il Titolare – una volta ravvisato l’errore o la mancanza – deve assolutamente ottemperare. 

Pertanto nel caso analizzato all’inizio, l’amministratore sarà tenuto, in tempi celeri, a verificare che le informazioni relative alle spese del condomino siano corrette e in caso contrario dovrà provvedere alla correzione. 

Errore nei documenti in condominio: come chiedere la correzione?

Il condomino dovrà presentare una richiesta di rettifica all’amministratore di condominio, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 16 del GDPR.

 La richiesta dovrà essere scritta e specificare i dati personali del condomino da rettificare, una  descrizione dell’errore e le informazioni corrette da inserire.

Come previsto dal GDPR l’amministratore sarà tenuto a rispondere “senza ingiustificato ritardo” e, una volta valutata fondatezza della segnalazione, qualora l’errore sia effettivo, provvedere alla rettifica dei dati nei suoi archivi e comunicarla agli altri condòmini che ne erano a conoscenza, in conformità a quanto previsto dall’articolo 19 del GDPR.

Potrebbe peraltro accadere che l’amministratore di condominio non sia  in grado di rettificare i dati del condomino per le più svariate ragioni. Perché ad esempio i dati errati provengono da una fonte esterna al condominio (es: un fornitore di servizi), oppure perchè non è possibile individuare la fonte dell’errore o la rettifica dei dati comporterebbe un eccessivo sforzo per il condominio

In tali ipotesi, l’amministratore sarà tenuto a informare il condomino delle ragioni per cui non è possibile procedere alla rettifica e suggerirgli alternative, come ad esempio la presentazione di una dichiarazione integrativa per integrare i propri dati personali incompleti o inesatti. La dichiarazione potrà poi essere allegata al rendiconto condominiale o conservata separatamente.

Diritto di rettifica: la posizione del Garante della Privacy

Per focalizzare l’attenzione su quanto sia importante il diritto di rettifica di cui all’articolo 16 del GDPR, ci tengo ad analizzare una pronuncia dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. 

Con provvedimento n. 205 del 29 ottobre 2020 il Garante della privacy ha sanzionato per 50.000 € il Ministero dell’Interno, a causa del comportamento adottato da una Questura di una città Italiana, che ha ignorato ripetutamente la richiesta di rettifica presentata da una donna.

Nello specifico la Questura aveva indirizzato a vari uffici copie del provvedimento di ammonimento applicato nei confronti della donna, il quale conteneva all’interno delle informazioni errate.

Così la donna, dopo aver presentato ripetute richieste di modifica delle informazioni erronee contenute nel documento, lesive della propria privacy, ha deciso di presentare una segnalazione al Garante della Privacy.

Solo allora la Questura ha deciso di adottare la dovuta rettifica. Troppo tardi. Per il Garante il comportamento omissivo degli uffici della Questura ha leso il bene giuridico della reclamante consistente nel diritto all’esattezza dei propri dati personali ed alla loro rettifica tempestiva in caso di accertata inesattezza. Per queste motivazioni il Ministero dell’Interno è stato condannato a pagare la sanzione pecuniaria di cui sopra. 

Tutto ciò evidenzia l’importanza di questo diritto all’interno del nostro ordinamento. Il diritto di rettifica assume un’importanza fondamentale da comportare l’applicazione di pesanti sanzioni anche nei confronti di apparati dello Stato nel caso in cui questo non venga rispettato. A maggior ragione l’amministratore di condominio, in quanto professionista, è più che mai tenuto a rispettare questo principio, rispondendo senza ritardo alle richieste dei condomini e apportando le dovute correzioni, in caso di errori accertati. 

Related Articles

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Stay Connected

0FollowerSegui
0IscrittiIscriviti
- Advertisement -spot_img

Latest Articles