Una recente sentenza chiarisce un nodo giuridico importante per i piccoli condomini
La nomina del consiglio di condominio è legittima anche negli stabili con meno di 12 unità immobiliari? Il Tribunale di Genova, con la sentenza 389 del 12 febbraio 2025, ha dato una risposta chiara a questa domanda, respingendo il ricorso di una condòmina e confermando la validità della nomina.
Vediamo cosa significa questa decisione per la gestione condominiale e per i diritti dei proprietari.
Il consiglio di condominio è obbligatorio solo per i grandi condomini?
No, la norma di riferimento, l’articolo 1130 bis del Codice civile, stabilisce che il consiglio di condominio è previsto per gli edifici con almeno 12 unità immobiliari, ma non esclude la sua istituzione in condomini più piccoli. La funzione del consiglio è consultiva e di controllo, senza poteri decisionali autonomi.
La delibera condominiale può istituire il consiglio anche senza obbligo di legge?
Sì, il Tribunale di Genova ha confermato che l’assemblea condominiale ha il diritto di nominare un consiglio di condominio anche in assenza di un obbligo esplicito, purché questo non contrasti con le norme inderogabili del Codice civile. In questo modo, anche nei piccoli condomini si può migliorare la gestione e la trasparenza amministrativa.
L’articolo 1130 bis impedisce la nomina del consiglio nei condomini con meno di 12 unità?
No, la norma non pone un divieto, ma si limita a stabilire un requisito minimo per i grandi condomini. Il tribunale ha ribadito che la ratio della disposizione è garantire rappresentatività nei grandi stabili, senza escludere la possibilità per i condomini più piccoli di organizzarsi come ritengono opportuno.
Il regolamento condominiale può prevedere la nomina del consiglio?
Sì, la sentenza ha ribandito che non essendo l’articolo 1130 bis una norma imperativa, può essere derogato dal regolamento condominiale. Questo significa che se un condominio ha già previsto un consiglio di condominio nel suo regolamento, la sua nomina resta legittima.
Quali sono le conseguenze per chi impugna una delibera di nomina del consiglio?
In questo caso, la condòmina che aveva impugnato la delibera è stata condannata al pagamento delle spese processuali. La decisione rafforza il principio che l’organizzazione interna del condominio deve essere rispettata se non viola norme inderogabili.
Questa sentenza rappresenta un punto di riferimento per tutti i piccoli condomini che desiderano adottare un consiglio per migliorare la gestione della proprietà comune. La legittimità della nomina conferma che la flessibilità organizzativa è possibile, purché restino saldi i principi di correttezza e trasparenza. In questo modo, il diritto condominiale, la gestione condominiale, la normativa sul condominio, la trasparenza amministrativa e l’organizzazione interna del condominio trovano un nuovo equilibrio all’interno della giurisprudenza.




