Quando la remissione della querela da parte dei condòmini è valida e cosa dice la Cassazione
La remissione della querela in ambito condominiale può essere un tema complesso e dibattuto. Una recente sentenza della Cassazione, la 44374/2024, ha chiarito un aspetto fondamentale: se la querela è proposta dai condòmini, il reato si estingue solo con la remissione di tutti i querelanti. Ma cosa significa questo in concreto? Quando il reato si estingue davvero?
Chi può proporre querela in condominio?
Il singolo condomino ha il diritto di proporre querela per reati che riguardano il patrimonio comune, anche in modo concorrente rispetto all’amministratore del condominio. Tuttavia, se la querela viene presentata da più condòmini, la sua remissione per essere valida deve essere totale. Questo significa che, se alcuni condòmini ritirano la querela ma altri no, il procedimento non si estingue.
Basta il silenzio per considerare estinta la querela?
No, il silenzio di un querelante non equivale a remissione. La Cassazione ha chiarito che la mancata impugnazione di una delibera condominiale che transige su una controversia non implica automaticamente una remissione della querela. Infatti, non si può ritenere che chi non si oppone abbia implicitamente accettato di rinunciare alla propria azione legale.
Il risarcimento del danno comporta la remissione della querela?
Accettare una somma a titolo di risarcimento danni non significa necessariamente rinunciare alla querela. Questo principio è stato ribadito più volte dalla Cassazione, come nella sentenza 10426/2024, sottolineando che la firma di un atto di quietanza non rappresenta una volontà inequivocabile di rinuncia alla pretesa punitiva.
La transazione può sostituire la remissione della querela?
La transazione tra le parti non è sufficiente per considerare estinta la querela. Secondo la Cassazione, una delibera assembleare che approva la transazione della controversia con l’imputato non può essere considerata automaticamente una remissione tacita della querela da parte dei condòmini che non hanno impugnato la decisione.
Qual è la decisione della Cassazione?
Secondo l’articolo 154 del Codice penale, la remissione della querela per essere valida deve essere espressa e provenire da tutti i querelanti. La Cassazione, con la sentenza 44374/2024, ha quindi ribadito che la mancata impugnazione di una delibera condominiale non può sostituire la remissione formale, garantendo così maggiore certezza nel diritto condominiale e penale.
Questo chiarimento è fondamentale per la gestione delle controversie nei condomini, evitando interpretazioni errate e garantendo che i diritti dei querelanti siano rispettati.




