Nido di vespe in condominio: chi interviene e chi paga?

La spesa dipende dal punto in cui si trova il nido, dall’urgenza e, nelle case in affitto, dalla causa dell’infestazione e dagli accordi contrattuali

Se nel palazzo è comparso uno sciame e ti stai chiedendo chi deve intervenire per un nido di vespe e chi deve pagare, bisogna innanzitutto individuare il punto esatto in cui si è formato. Se il nido si trova sul tetto, nella facciata, nel vano scala o in un’altra parte comune, deve attivarsi l’amministratore e la spesa grava normalmente sui condomini. Se invece è collocato in un balcone privato, nel cassonetto di una tapparella o dentro un appartamento, l’intervento riguarda la singola unità. Nelle case in affitto non è sempre corretto addebitare automaticamente il costo all’inquilino: occorre verificare se si tratta di semplice manutenzione dovuta all’uso oppure di un problema causato da difetti strutturali che spettano al proprietario.

Chi bisogna chiamare per togliere un nido di vespe?

Per togliere un nido di vespe bisogna chiamare una ditta specializzata in disinfestazione.Tentare di rimuoverlo con spray, bastoni, acqua o altri sistemi improvvisati può provocare la reazione degli insetti e mettere in pericolo chi interviene, i vicini e i passanti. Il professionista deve prima identificare la specie, valutare le dimensioni del nido, controllare la posizione e scegliere il metodo più sicuro.

La segnalazione deve essere fatta subito all’amministratore quando il nido si trova sulla facciata, sul tetto, nelle grondaie, nel vano scala, nel locale contatori o in un’altra zona comune. Se il nido è in una proprietà privata, deve essere informato il proprietario o chi occupa l’appartamento. La posizione del nido stabilisce chi deve organizzare l’intervento, ma l’urgenza dipende anche dalla vicinanza a ingressi, finestre, aree frequentate e persone vulnerabili.

Quando si possono chiamare i Vigili del fuoco per un nido di vespe?

I Vigili del fuoco intervengono per i nidi di vespe soprattutto quando esiste un pericolo concreto per le persone. La normale disinfestazione non rientra tra i principali compiti di soccorso e deve essere affidata, di regola, a un’impresa privata. L’intervento tramite il numero 115 può essere giustificato quando non è possibile isolare la zona, non possono essere allontanate persone vulnerabili, il nido ha dimensioni eccezionali oppure il punto è difficilmente accessibile e richiede mezzi particolari.

La sala operativa valuta la situazione descritta e decide se ricorrono i presupposti per il soccorso tecnico urgente. Quando non esiste un pericolo imminente, l’eventuale intervento può essere considerato un servizio a pagamento e resta subordinato alle priorità di soccorso del comando provinciale. Il numero 115 non deve essere usato come alternativa ordinaria alla ditta di disinfestazione.

Chi paga se il nido di vespe è in una parte comune?

Se il nido di vespe si trova in una parte comune, la disinfestazione è normalmente pagata da tutti i condomini secondo i millesimi di proprietà. Rientrano tra le zone comuni, salvo che i documenti del condominio stabiliscano diversamente, il tetto, la facciata, le scale, gli anditi, il cortile e le altre parti destinate al servizio collettivo dell’edificio [1]. Le spese sostenute per la conservazione e il godimento dei beni comuni sono ripartite in proporzione al valore delle singole proprietà, salvo una diversa convenzione [2].

La stessa regola può essere applicata quando il nido si trova in una cavità della facciata, in una grondaia o in un sottotetto comune. Se, invece, la parte interessata serve soltanto una scala, un corpo di fabbrica o un gruppo determinato di condomini, la spesa può gravare soltanto sui proprietari che ne ricavano utilità. Non basta che il nido sia visibile da tutto il palazzo per considerarlo condominiale: conta la proprietà e la funzione del punto in cui è collocato.

Chi paga se il nido è su un balcone privato?

Se il nido è su un balcone privato, la rimozione è normalmente a carico di chi ha la disponibilità della singola unità. Può trattarsi del proprietario che abita l’appartamento oppure, in una casa affittata, dell’inquilino o del proprietario a seconda della causa del problema.

Prima di attribuire la spesa bisogna però controllare dove si trova realmente il nido. Il piano di calpestio e la parte interna del balcone sono normalmente collegati alla proprietà individuale, mentre alcuni elementi esterni possono svolgere una funzione decorativa per l’intero edificio. Se le vespe si sono insediate in una fessura della facciata, in un cornicione comune o in una cavità strutturale, il problema potrebbe non essere esclusivamente privato. La semplice vicinanza al balcone non basta per stabilire chi paga.

Chi paga se il nido è nel cassonetto della tapparella?

Se il nido è nel cassonetto della tapparella, la spesa riguarda normalmente l’appartamento servito dal cassonetto. Quando si tratta soltanto di aprire il vano, rimuovere il nido e pulire la zona, l’intervento può essere considerato collegato alla gestione ordinaria dell’unità.

La situazione cambia se l’ingresso delle vespe dipende da un difetto della facciata, da una crepa strutturale o da un deterioramento che richiede lavori sul muro comune. In tal caso, oltre alla disinfestazione, potrebbe essere necessario riparare la parte condominiale che ha consentito agli insetti di entrare. La rimozione del nido e la riparazione della causa possono spettare a soggetti diversi.

L’amministratore può ordinare subito la disinfestazione?

L’amministratore può ordinare subito la disinfestazione quando il nido crea un pericolo concreto e non è possibile aspettare l’assemblea. La legge gli consente di disporre lavori straordinari urgenti, con l’obbligo di riferirne alla prima riunione dei condomini [3]. Un nido vicino al portone, all’ascensore, al passaggio per i garage o alle finestre di più abitazioni può richiedere un intervento immediato.

Se la presenza degli insetti non crea un rischio attuale e l’intervento può essere programmato, l’amministratore deve verificare se la spesa rientra nella gestione ordinaria già approvata oppure se sia opportuno convocare l’assemblea. L’urgenza deve essere concreta e non può essere dichiarata soltanto per evitare il confronto con i condomini.

Un condomino può chiamare direttamente la ditta e chiedere il rimborso?

Un condomino può ottenere il rimborso di una disinfestazione eseguita sulle parti comuni senza autorizzazione soltanto se la spesa era davvero urgente. La legge esclude, in generale, il rimborso delle somme sostenute individualmente per la gestione delle parti comuni quando mancano l’autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea. Fa eccezione il caso in cui non fosse possibile rimandare l’intervento [4].

Chi scopre il nido dovrebbe quindi avvisare immediatamente l’amministratore e conservarne la prova. Se l’amministratore non risponde e il pericolo è attuale, il condomino può incaricare una ditta, ma dovrà dimostrare la posizione del nido, l’urgenza e il costo sostenuto. Fotografie, messaggi, relazione dell’impresa e fattura possono essere determinanti. Il semplice fastidio o il desiderio di intervenire più velocemente non garantiscono il rimborso.

Chi paga per rimuovere il nido di vespe in una casa in affitto?

In una casa in affitto, chi paga per rimuovere il nido di vespe dipende dalla causa dell’infestazione e dal tipo di intervento necessario. Il proprietario deve eseguire le riparazioni necessarie a mantenere l’immobile in condizioni adatte all’uso, mentre l’inquilino sostiene le piccole riparazioni collegate al normale utilizzo [5]. Queste ultime comprendono i deterioramenti causati dall’uso, ma non quelli dovuti alla vecchiaia della struttura o a eventi fortuiti [6].

Se il nido si è formato su un balcone o nel cassonetto e basta una normale disinfestazione, la spesa può essere attribuita all’inquilino, soprattutto quando il contratto o la tabella degli oneri accessori pone a suo carico la manutenzione ordinaria [7]. Se invece occorre riparare crepe nella facciata, sostituire elementi deteriorati, intervenire sul tetto o eliminare un difetto preesistente, la spesa compete normalmente al proprietario o al condominio. Non esiste una regola secondo cui ogni nido dentro una casa affittata deve essere sempre pagato dall’inquilino.

Il proprietario paga la quota condominiale anche se la casa è affittata?

Nei confronti del condominio, il pagamento della quota per una disinfestazione comune viene richiesto al proprietario. L’amministratore ripartisce la spesa tra i condomini sulla base dei criteri condominiali e non deve stabilire direttamente quali somme spettino all’inquilino in base al contratto di locazione. Il proprietario potrà poi chiedere il rimborso al conduttore quando la spesa rientra negli oneri posti a suo carico dalla legge o dagli accordi contrattuali. Le spese per i servizi comuni e per la pulizia possono essere attribuite all’inquilino, salvo patto contrario, ma la concreta qualificazione dell’intervento deve essere controllata caso per caso.

Il rapporto tra condominio e proprietario deve essere distinto dal rapporto tra proprietario e inquilino. Una delibera che addebita la quota al condomino non risolve automaticamente la successiva ripartizione interna prevista dal contratto di affitto.

Il regolamento condominiale può stabilire chi paga?

Il regolamento condominiale può contenere criteri specifici per la disinfestazione e la manutenzione delle aree comuni. Può prevedere controlli periodici, indicare le zone da sottoporre a trattamento e disciplinare l’uso di sottotetti, cortili, locali per i rifiuti e altre aree nelle quali gli insetti possono annidarsi.

Il regolamento non può però trasferire ai condomini estranei una spesa che riguarda esclusivamente una proprietà privata, salvo una valida convenzione. Allo stesso modo, il contratto di locazione può regolare i rapporti economici tra proprietario e inquilino, ma non modifica il soggetto tenuto a pagare le quote nei confronti del condominio. Prima di contestare l’addebito bisogna leggere sia il regolamento sia il contratto di affitto.

Come si capisce se il nido è condominiale o privato?

Per capire se il nido è condominiale o privato bisogna individuare la parte dell’edificio nella quale è ancorato o nascosto. Non conta soltanto il punto dal quale escono le vespe. Gli insetti possono entrare da una fessura vicino a un balcone e costruire il nido all’interno di un’intercapedine comune.

Quando la posizione non è visibile, la ditta dovrebbe svolgere un sopralluogo e indicare nella relazione il punto di accesso, la probabile collocazione del nido e gli eventuali lavori necessari.Se sono coinvolti muri, tetto, grondaie o cavità della facciata, è opportuno che partecipi alla verifica anche l’amministratore. La relazione tecnica può evitare che la spesa venga attribuita alla persona sbagliata.

Cosa fare quando si scopre un nido di vespe in condominio?

Quando si scopre un nido di vespe bisogna isolare la zona, avvisare l’amministratore e non tentare una rimozione fai da te. È utile fotografare il punto da una distanza sicura e indicare se gli insetti si trovano vicino a ingressi, finestre, giochi per bambini, parcheggi o passaggi obbligati.

L’amministratore o il proprietario interessato deve contattare una ditta specializzata e verificare se occorra un semplice trattamento oppure anche la chiusura di fessure e la riparazione della struttura. Se esiste un pericolo immediato che non può essere gestito da un’impresa privata, la situazione può essere segnalata al 115. Prima si individua il nido, più semplice e sicuro può essere l’intervento.

Come si prevengono i nidi di vespe nel condominio?

I nidi di vespe si prevengono controllando periodicamente fessure, sottotetti, cassonetti, grondaie e locali poco frequentati. È utile eliminare residui alimentari, mantenere chiusi i contenitori dei rifiuti e riparare le aperture non necessarie prima che gli insetti inizino a utilizzarle.

Non bisogna però chiudere autonomamente un foro quando è già presente un intenso passaggio di vespe. L’ostruzione potrebbe non eliminare il nido e spingere gli insetti a cercare un’altra uscita, anche verso l’interno dell’edificio. In presenza di attività già evidente, la chiusura delle fessure deve essere effettuata dopo la valutazione della ditta.

In pratica

Se trovi un nido, verifica senza avvicinarti se si trova in una parte comune o privata e informa subito l’amministratore quando sono coinvolti tetto, facciata, scale, cortile o altri spazi condominiali. Affida la rimozione a una ditta specializzata e chiama i Vigili del fuoco soltanto quando esiste un pericolo concreto che richiede soccorso tecnico. Se il nido si trova su una parte comune pagano normalmente i condomini interessati; se è in una zona privata paga chi deve curare quella parte. In una casa affittata, la disinfestazione ordinaria può spettare all’inquilino, mentre le riparazioni strutturali e i problemi dovuti alla vetustà restano a carico del proprietario. Il condomino che anticipa una spesa sulle parti comuni può ottenere il rimborso senza autorizzazione soltanto quando dimostra che l’intervento era urgente.

Tabella riepilogativa

DomandaRisposta breveCosa fare
Chi paga se il nido è sul tetto?Se il nido è sul tetto comune, pagano normalmente i condomini secondo i millesimiInformare l’amministratore
Chi paga se il nido è sul balcone?Se il nido è su un balcone privato, la spesa riguarda normalmente la singola unitàChiamare una ditta e verificare la posizione
L’amministratore può intervenire subito?L’amministratore può intervenire subito quando il pericolo è concreto e urgenteFar documentare l’urgenza
Un condomino può anticipare la spesa?Il condomino ottiene il rimborso senza autorizzazione solo se la spesa era urgenteAvvisare prima l’amministratore
Chi paga in una casa affittata?L’inquilino paga la gestione ordinaria, il proprietario i problemi strutturaliControllare causa e contratto
Quando si chiamano i Vigili del fuoco?I Vigili del fuoco si chiamano quando esiste un concreto rischio per le personeContattare il 115 solo per l’emergenza
Chi rimuove il nido?Il nido viene normalmente rimosso da una ditta specializzataEvitare interventi fai da te

Domande frequenti

Il nido di vespe sul tetto lo pagano tutti?

Il nido di vespe sul tetto viene normalmente pagato da tutti se il tetto è una parte comune. La spesa viene divisa secondo i millesimi, salvo che il tetto serva soltanto una parte del fabbricato o che il regolamento preveda un criterio diverso.

L’inquilino deve sempre pagare la disinfestazione?

L’inquilino non deve sempre pagare la disinfestazione. Può sostenerla quando si tratta di un intervento ordinario legato all’uso dell’appartamento, mentre paga il proprietario quando il problema deriva da vetustà, difetti strutturali o riparazioni che non rientrano nella piccola manutenzione.

L’amministratore deve convocare l’assemblea prima di togliere il nido?

L’amministratore non deve aspettare l’assemblea quando il nido crea un pericolo urgente.Può incaricare direttamente la ditta, ma deve riferire dell’intervento alla prima assemblea utile.

Posso togliere da solo un piccolo nido di vespe?

Non è prudente togliere da soli neppure un piccolo nido di vespe. Le dimensioni visibili non permettono sempre di capire quanti insetti siano presenti o se il nido continui all’interno di una cavità.

I Vigili del fuoco tolgono sempre i nidi di vespe?

I Vigili del fuoco non tolgono sempre i nidi di vespe. Intervengono soprattutto quando la situazione mette concretamente in pericolo persone vulnerabili, non può essere isolata oppure richiede mezzi tecnici particolari.

Chi paga se il nido è nella facciata vicino al mio balcone?

Se il nido è nella facciata comune, la spesa può spettare al condominio anche quando l’accesso si trova vicino a un balcone privato. Prima di stabilire l’addebito è necessario individuare con un sopralluogo il punto esatto in cui il nido si è formato.

Note

[1] Articolo 1117 cod. civ.

[2] Articolo 1123 cod. civ.

[3] Articolo 1135, comma 2, cod. civ.

[4] Articolo 1134 cod. civ.

[5] Articolo 1576 cod. civ.

[6] Articolo 1609 cod. civ.

[7] Articolo 9 legge 27.07.1978, n. 392.

Fonti autorevoli

Normattiva – Codice civile — Il testo consolidato del Codice civile, che contiene gli articoli 1117, 1123, 1134, 1135, 1576 e 1609 richiamati nella guida.

Normattiva – Legge 27 luglio 1978, n. 392 — Il testo della legge sull’equo canone, che all’articolo 9 disciplina gli oneri accessori a carico del conduttore.

Vigili del Fuoco – Disinfestazione di api, vespe e calabroni — La pagina ufficiale del Corpo nazionale sui casi in cui è previsto l’intervento di soccorso tecnico urgente.

Avv.Raffaele Marascio
Avv.Raffaele Marascio
“Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile”.

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