Dopo quattro proroghe dal 2022 a oggi, il Ministero dell’Interno conferma che questa è l’ultima: nessun ulteriore rinvio è previsto
Se gestisci o vivi in un condominio con estintori, impianti di rivelazione incendi o altri presidi antincendio, devi sapere che dal 26 settembre 2026 la manutenzione di questi sistemi potrà essere svolta solo da tecnici qualificati, secondo quanto previsto dal cosiddetto Decreto Controlli. La scadenza, dopo una lunga serie di rinvii dal 2022 a oggi, è stata confermata dal Ministero dell’Interno come definitiva: non sono previste ulteriori proroghe.
Cos’è il Decreto Controlli, e da quando è in vigore l’obbligo?
Il Decreto del Ministero dell’Interno 1° settembre 2021, noto come Decreto Controlli, è uno dei provvedimenti che hanno completato la riforma del sistema di gestione, prevenzione ed emergenza incendi avviata con il Codice di prevenzione incendi del 2015. Il decreto disciplina le modalità con cui devono essere eseguite le attività di controllo e manutenzione sugli impianti e sulle attrezzature antincendio, stabilendo che tali operazioni rispettino la regola dell’arte, le norme tecniche applicabili e le istruzioni dei produttori, in attuazione dell’articolo 46 del decreto legislativo n. 81 del 2008 sulla sicurezza sul lavoro [1]. L’elemento più innovativo riguarda la figura del tecnico manutentore qualificato, chiamato a dimostrare competenze teoriche e pratiche attraverso un percorso di formazione e il superamento di una prova di valutazione davanti a commissioni istituite presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Questo obbligo non riguarda soltanto le grandi attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ma si estende anche agli impianti installati nei condomini.
Quante volte è stata prorogata la scadenza, e perché?
L’obbligo di qualificazione, in realtà, avrebbe dovuto scattare già nel 2022, ma la data è stata rinviata quattro volte prima di arrivare alla scadenza attuale. Il termine originario era fissato al 25 settembre 2022; con il decreto del 15 settembre 2022 è stato posticipato al 24 settembre 2023; un secondo rinvio, con provvedimento del 31 agosto 2023, lo ha spostato al 25 settembre 2024; una terza proroga, disposta con il decreto del 13 settembre 2024, lo ha portato al 25 settembre 2025; infine, con il Decreto del Ministero dell’Interno del 15 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 agosto 2025, il termine è stato spostato per la quarta volta al 25 settembre 2026 [2]. Le ragioni di questi rinvii sono soprattutto organizzative: non tutte le sedi d’esame erano operative in modo uniforme sul territorio, la piattaforma informatica dedicata alla gestione delle qualifiche doveva essere completata, e serviva più tempo per formare tecnici e commissioni valutatrici. Una circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, la n. 14644 del 10 settembre 2025, ha però chiarito che questa è l’ultima proroga concessa: la fase transitoria si considera chiusa, e dal 26 settembre 2026 la qualifica sarà un requisito non più rinviabile.
Quali impianti sono interessati dall’obbligo?
L’obbligo, sebbene spesso associato soprattutto agli estintori, riguarda l’intero sistema di protezione antincendio presente negli edifici. Rientrano tra le attrezzature e gli impianti interessati gli estintori portatili e carrellati, le reti idranti e i naspi, gli impianti automatici di spegnimento, gli impianti di rivelazione e segnalazione incendi, i sistemi di evacuazione vocale, le porte e le serrande tagliafuoco, gli evacuatori naturali e forzati di fumo e calore, oltre ai sistemi di controllo delle vie di esodo e degli impianti di sicurezza. Per ciascuna tipologia di impianto, a seconda delle sue caratteristiche, il manutentore deve possedere una qualificazione specifica, perché ogni sistema richiede competenze tecniche dedicate e modalità di verifica differenti.
Perché gli impianti di rivelazione incendi richiedono controlli specialistici?
Gli impianti di rivelazione automatica di incendi, sempre più diffusi nei condomini di grandi dimensioni e negli edifici soggetti alla normativa di prevenzione incendi, meritano un’attenzione particolare. La loro funzione è individuare tempestivamente i principi di incendio attraverso rivelatori di fumo, calore o fiamma, trasmettendo il segnale alla centrale di controllo che attiva gli allarmi e, quando previsto, i sistemi automatici di protezione: perché il sistema mantenga la propria affidabilità nel tempo, è indispensabile eseguire verifiche periodiche, prove funzionali e controlli sull’alimentazione elettrica, sui dispositivi di segnalazione e sul corretto dialogo tra tutti i componenti. Una manutenzione eseguita in modo non conforme potrebbe compromettere la tempestività della rilevazione o generare falsi allarmi, con conseguenze rilevanti sia per la sicurezza sia per la gestione dell’edificio.
Cosa cambia per gli amministratori di condominio?
Per gli amministratori condominiali cambia soprattutto l’approccio alla gestione della manutenzione antincendio: dalla semplice programmazione preventiva alla verifica delle competenze dei tecnici incaricati. Oltre a programmare gli interventi con la periodicità prevista dalle norme tecniche, diventa fondamentale verificare che l’impresa a cui è affidata la gestione degli impianti impieghi manutentori in possesso della qualifica richiesta, e che ogni intervento venga correttamente registrato nella documentazione di manutenzione. Una gestione accurata della documentazione costituisce un elemento essenziale sia per la tracciabilità delle attività svolte, come indice di diligenza professionale e possibile elemento a favore in caso di sinistri, sia in occasione di eventuali controlli da parte delle autorità competenti.
Cosa succede se la manutenzione viene affidata a un tecnico non qualificato dopo la scadenza?
Dal 26 settembre 2026, qualsiasi intervento di manutenzione sui presidi antincendio eseguito senza l’attestato di qualificazione previsto dal Decreto Controlli costituisce una violazione delle disposizioni del decreto. Le procedure di iscrizione, esame e rilascio dell’attestato, dotato di un codice di riconoscimento, sono gestite attraverso il portale web dedicato ai manutentori antincendio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: i tecnici che finora hanno operato con un Nulla Osta Transitorio devono completare il percorso di qualificazione entro questa data, indipendentemente da quando il documento transitorio era stato rilasciato. Le imprese che offrono servizi di manutenzione devono quindi verificare che il proprio personale risulti iscritto negli elenchi ufficiali e in possesso dell’attestato rilasciato dal Corpo Nazionale, e altrettanto dovrebbero fare gli amministratori prima di affidare un incarico.
In pratica
Se amministri un condominio con presidi antincendio, non aspettare l’ultimo momento: verifica già ora che l’impresa incaricata della manutenzione impieghi tecnici qualificati o in possesso di un Nulla Osta Transitorio ancora valido, e chiedi che ogni intervento venga documentato correttamente. Dal 26 settembre 2026 la qualifica non sarà più una raccomandazione ma un requisito inderogabile: un’impresa che continui a operare senza attestato dopo quella data si troverà in violazione del Decreto Controlli, e un amministratore che non abbia verificato la situazione potrebbe trovarsi in difficoltà in caso di controlli o, peggio, di un sinistro. L’obiettivo della norma non è aggiungere burocrazia, ma assicurare che i controlli sugli impianti di sicurezza siano davvero eseguiti da chi ha le competenze per valutarne l’efficienza reale.
Tabella riepilogativa
| Domanda | Risposta breve | Cosa fare |
|---|---|---|
| Da quando serve la qualifica obbligatoria? | Dal 26 settembre 2026 | Verificare per tempo la qualifica dei tecnici incaricati |
| È la prima proroga di questo obbligo? | No, è la quarta dal 2022 a oggi | Considerare la scadenza come ormai definitiva |
| Sono previsti ulteriori rinvii? | Il Ministero dell’Interno ha escluso nuove proroghe | Non fare affidamento su un ulteriore slittamento |
| Quali impianti sono coinvolti? | Estintori, idranti, rivelazione fumi, porte tagliafuoco e altro | Verificare la qualifica specifica per ogni tipo di impianto |
| Cosa deve fare l’amministratore? | Verificare le qualifiche e documentare gli interventi | Richiedere prova della qualifica prima di affidare l’incarico |
Domande frequenti
Cosa succede se dopo il 26 settembre 2026 un tecnico non qualificato esegue comunque la manutenzione?
L’intervento costituisce una violazione delle disposizioni del Decreto Controlli.L’amministratore dovrebbe quindi verificare in anticipo la qualifica dell’impresa incaricata, per evitare di trovarsi in questa situazione.
La qualifica riguarda solo gli impianti di rivelazione incendi?
No, riguarda l’intero sistema di protezione antincendio, dagli estintori alle porte tagliafuoco, dagli evacuatori di fumo ai sistemi di controllo delle vie di esodo, ciascuno con una qualificazione tecnica specifica.
Un Nulla Osta Transitorio resta valido dopo la scadenza?
No, tutti i Nulla Osta Transitori, indipendentemente da quando sono stati rilasciati, hanno come scadenza il 25 settembre 2026. Il tecnico deve completare la qualifica entro quella data per continuare a operare legittimamente.
Ci sarà un’altra proroga?
Il Ministero dell’Interno ha escluso ulteriori rinvii con una circolare specifica del 2025, dichiarando conclusa la fase transitoria e confermando questa come la scadenza definitiva.
Come si verifica che un tecnico sia effettivamente qualificato?
L’attestato di qualificazione viene rilasciato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco attraverso il portale web dedicato ai manutentori antincendio. L’amministratore può chiedere all’impresa di dimostrare l’iscrizione negli elenchi ufficiali prima di affidare l’incarico.
Note
[1] Decreto del Ministero dell’Interno 1° settembre 2021 (Decreto Controlli), sui criteri generali per il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio, in attuazione dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
[2] Il termine per l’obbligo di qualificazione dei tecnici manutentori antincendio è stato prorogato quattro volte: dal 25 settembre 2022 al 24 settembre 2023 (decreto 15 settembre 2022), al 25 settembre 2024 (decreto 31 agosto 2023), al 25 settembre 2025 (decreto 13 settembre 2024) e infine al 25 settembre 2026 (decreto 15 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 agosto 2025).
[3] La circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco n. 14644 del 10 settembre 2025 ha confermato che questa è l’ultima proroga concessa e ha dichiarato conclusa la fase transitoria.
Fonti
Certifico – Qualifica Tecnico Manutentore Antincendio: obbligo dal 25 settembre 2026 — la cronologia completa dei decreti di proroga dal 2022 al 2026
Vega Engineering – Manutentori antincendio qualificati dal 26 settembre 2026, in vigore il regime ordinario — il commento alla circolare DCPREV n. 14644/2025 sulla chiusura del periodo transitorio
Gruppo RES – Manutentori antincendio qualificati — i dettagli sul portale informatico nazionale e sulle conseguenze della mancata qualifica dopo la scadenza
Normattiva – Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 — il testo dell’articolo 46 sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, base normativa del Decreto Controlli



